In questa sezione si accede alle informazioni sulle Quadriennali d'arte, dalla prima del 1931 alla quindicesima del 2008. La scheda di ciascuna mostra rinvia anche agli artisti partecipanti e ai materiali documentari conservati nel nostro Archivio Biblioteca. Il primo campo consente una ricerca libera. In alternativa si può selezionare una mostra dall'elenco.


titolo
  • Seconda Quadriennale d'Arte Nazionale
sede
  • Roma, Palazzo delle Esposizioni
data
  • 5 febbraio - 31 luglio 1935
 
organi e commissioni
  • Presidente: Enrico di San Martino Valperga

    Segretario generale: Cipriano Efisio Oppo

    Comitato organizzatore: Presidente, Segretario generale, Antonio Muñoz (Direttore capo della Ripartizione Antichità e Belle Arti del Governatorato), Ugo Ojetti, Attilio Selva, Ferruccio Ferrazzi, Orazio Amato, Felice Casorati.

    Comitato Amministrativo: Presidente, Segretario generale, Antonio Muñoz, Arrigo Facchini (Revisore dei Conti), Francesco Bordini (Revisore dei Conti), Dario Levi (Revisore dei Conti).

    Giuria nominata dal Comitato: Amerigo Bartoli, Massimo Campigli, Giorgio Morandi, Giovanni Prini, Romano Romanelli.

    Giuria eletta dagli artisti: Pietro Barillà, Aldo Carpi, Francesco Menzio, Alberto Gerardi, Domenico Rambelli.

    Giuria per l’assegnazione dei premi: Presidente, Segretario generale, Felice Carena, Arturo Tosi, Antonio Maraini, Arturo Martini, Antonio Muñoz.
descrizione
  • Riconosciuta come l’avvenimento espositivo più incisivo in Italia nel periodo tra le due guerre, la II Quadriennale viene inaugurata da Mussolini il 4 febbraio del 1935. La mostra riesce a offrire un vasto panorama dell’arte italiana, con circa 1800 opere di 700 artisti. Se la I Quadriennale aveva visto la predominanza di artisti della generazione dei cinquantenni e di esponenti dell’ambiente artistico sarfattiano, nella II Quadriennale sono i giovanissimi e i romani a fare la parte del leone con le personali di Mafai e Pirandello, l’affermazione di Cagli, Capogrossi, Cavalli e Ziveri, il buon esordio di Afro e Mirko. Un caso particolare è la retrospettiva dedicata a Scipione. Quando viene inaugurata la mostra, l’artista era morto, appena trentenne, da nemmeno due anni. Il regolamento della Quadriennale non prevedeva omaggi postumi. Per Scipione, Oppo decide di fare un’eccezione. Una ventina le mostre personali. Grande consenso per quella di Severini, una vera e propria antologica con ben 36 opere, e di Marini, che vincono il primo premio per la pittura e la scultura. Particolarmente avversata dalla critica la mostra di de Chirico, che espone 45 opere degli ultimi due anni. Molto apprezzati in generale gli Italiani di Parigi, Severini, Tozzi, Campigli, Fini, Paresce. Anche il futurismo e l’astrattismo sono ben rappresentati. Quattro sale ai futuristi, dedicate prevalentemente all’aeropittura. Di grande impatto la personale di Prampolini e il polittico di Dottori, oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Gli allestimenti vengono affidati a Pietro Aschieri e all'appena ventisettenne Eugenio Montuori. Il bilancio della mostra è eccezionale per numero di visitatori, 350.000. Il successo porterà alla costituzione di un ente autonomo per l’organizzazione delle Quadriennali d’Arte.
catalogo
  • Seconda Quadriennale d'Arte Nazionale, Roma, Tumminelli & C. - Editori Stampatori, 1935, pp. 256, tavv. CXXIV
documenti collegati
artisti partecipanti