La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Gaetano
cognome
  • Pompa
 
luogo di nascita
  • FORENZA
data di nascita
  • 1933/08/08
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1998/11/17
biografia
  • Lasciata la Lucania, luogo d’origine della madre, trascorre l’infanzia a Tarquinia dove suo padre è maestro di scuola. Durante il periodo bellico torna presso la casa materna in Lucania. Alla fine del conflitto si trasferisce con la famiglia a Roma dove compie gli studi e si dedica alla pittura e all’incisione. Nel 1957 espone alla Galleria L’Obelisco e inizia una collaborazione con Gaspero Del Corso. All’Obelisco conosce Calder e Burri e stringe amicizia con Rotella e Buggiani. Dopo il servizio militare vive per tre anni dal 1958 al ’61 a Monaco di Baviera svolgendo un’intensa attività artistica e partecipando con grande passione alla vita musicale della città bavarese. Qui conosce Dorothea Leendertz, sua futura moglie, da cui avrà cinque figli. Si stabilisce a Roma e continua a collaborare con Gaspero Del Corso. Nel 1964 una mostra presentata all’Obelisco viene riproposta a New York alla Galleria Knoedler. L’anno successivo è invitato alla VI Biennale di Parigi. Nel 1968 conosce il gallerista e pittore Fabio Failla con cui inizia a collaborare. Si dedica con successo alla pittura su ceramica coadiuvato dal ceramista Fichera. Si interessa al teatro realizzando i costumi e le scene per la regia di Bolognini al Teatro Massimo di Palermo. Nel 1972 viene pubblicata, a cura di Enzo Carli e Fortunato Bellonzi, una monografia sulle sue opere scultoree. L’anno dopo inizia il rapporto con la Galleria Rondanini di Mario Apolloni. Entra in contatto con il gallerista Paolo Sprovieri e ottiene commissioni per sculture in bronzo di grandi dimensioni. Dagli anni ’90 espone più volte alla Galleria Ca’ d’Oro e, nel 1993 tiene una personale all’Accademia di San Luca. Nel 1995 viene organizzata al Palazzo Piccolomini di Pienza una grande antologica dei suoi lavori: pitture, bronzi, maioliche e incisioni.