La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Publio
cognome
  • Morbiducci
 
luogo di nascita
  • ROMA
data di nascita
  • 1889/08/28
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1963/03/31
biografia
  • Frequenta i corsi di decorazione plastica del Museo artistico industriale e dell’istituto di Belle Arti di Roma. Conosce Duilio Cambellotti che considererà sempre suo maestro. Dal 1911 studia alla Scuola d’arte della medaglia. Dal 1915 lavora nello studio di Angelo Zanelli collaborando all’esecuzione del fregio per l’Altare della Patria. Espone nel 1915 alla Secessione romana e, insieme a una breve ma intensa esperienza pittorica, si interessa alla xilografia e collabora come illustratore alla rivista “L’Eroica”. Nel 1921 è presente alla I Biennale Romana come pure alla successiva edizione del 1923. Esegue medaglie commemorative e monete. Nel 1924 è invitato alla Mostra internazionale di medaglie moderne a New York. Prende parte dal 1926 con continuità alle esposizioni della Società Amatori e Cultori. Vince una serie di concorsi per opere pubbliche: monumento ai Caduti di Benevento, 1926; monumento al Marinaio, Roma 1928; sistemazione della piazza del Viminale per cui realizza anche la fontana monumentale, Roma 1930; monumento al Bersagliere di Porta Pia, Roma 1931, insieme all’architetto Italo Mancini. Sempre nel 1931 espone alla I Quadriennale. L’anno successivo collabora all’allestimento della Mostra della rivoluzione fascista e partecipa, per la prima volta, alla Biennale di Venezia. Espone alle mostre sindacali del Lazio e alle mostre dell’ENAPI. Realizza numerose sculture monumentali tra cui: il "Discobolo a riposo" per il Foro Italico, 1938; l’altorilievo sulla storia di Roma all’EUR, 1939; i Dioscuri del Palazzo della Civiltà del Lavoro, 1940. Nel dopoguerra si dedica in particolare all’arte sacra, partecipa al concorso per le porte di San Pietro e per il monumento a Pinocchio.