La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Sante
cognome
  • Monachesi
 
luogo di nascita
  • MACERATA
data di nascita
  • 1910/01/10
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1991/02/28
biografia
  • Frequenta la scuola d’arte professionale a Macerata e nel 1936 segue il corso di scenografia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Il libro di Boccioni "Pittura e scultura futurista" ispira la sua produzione artistica degli anni Trenta: dalle sue strutture “spiraliche” e “diagonali” in pittura e scultura, nasce la sua personalissima “extra plastica futurista”. Nel 1932 è tra i fondatori del “Gruppo futurista Umberto Boccioni. Movimento futurista delle Marche”. È l’inizio di un’intensa attività espositiva che vede Monachesi partecipare alle principali manifestazioni degli anni Trenta. Nel 1937 espone all’Esposizione universale di Parigi, nel 1938 alla XXI Biennale di Venezia e all’esposizione della Art Department della Columbia University di New York e infine, nel 1939, alla III Quadriennale di Roma. Nello stesso anno 1939 sposa l’artista Giselda Parisella. Dopo l’esperienza futurista elabora una nuova poetica figurativa contraddistinta da ampi piani cromatici e sintetiche profilature che caratterizzano la sua pittura degli anni Quaranta e Cinquanta. Risalgono a questo periodo i temi figurativi più noti di Monachesi, ispirati soprattutto dal suo soggiorno a Parigi nel dopoguerra. Negli anni Sessanta, sempre interessato alla ricerca, aperto a nuove avventure estetiche e ispirato dai nuovi materiali plastici, realizza le sculture in gommapiuma e in polimetilmetacrilato. In sintonia con le nuove scoperte sulla materia, sull’energia e sulle nuove frontiere spaziali fonda nel 1964 il movimento “antigravitazionale”, di cui stila il primo manifesto “Agrà”. Negli ultimi anni continua l’attività pittorica e scultorea, sempre alla ricerca di nuovi orizzonti per l’arte. Anche dopo la morte, numerose sono state le mostre dedicate al suo lavoro.
documenti collegati