La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Bice
cognome
  • Lazzari
 
luogo di nascita
  • VENEZIA
data di nascita
  • 1900/11/15
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1981/11/13
biografia
  • Compie gli studi prima al conservatorio Benedetto Marcello poi segue il corso di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1925 al 1932 espone, alle mostre della Fondazione Bevilacqua La Masa, dipinti ancora di carattere figurativo, in seguito ripudiati. Entra in contatto con l’ambiente artistico veneziano degli anni Trenta iniziando un percorso di avanguardia e ricerca razionalista. Frequenta in particolare Mario de Luigi e Carlo Scarpa che nel 1935 sposerà Nini Lazzari, sorella di Bice. Contemporaneamente si occupa di decorazione su tessuto, ambito in cui conduce una ricercamolto personale sperimentando un linguaggio astratto. Espone dal 1927 alla Mostra internazionale di arti decorative di Monza e Milano, collabora con l’ENAPI e partecipa nel 1934 alla Biennale di Venezia nella sezione delle arti decorative. Nel 1935 si trasferisce a Roma e lavora per gli architetti Marcello Piacentini, Attilio ed Ernesto Lapadula, realizza affreschi, mosaici e pannelli decorativi anche di grandi dimensioni, come il mosaico per il pavimento del cinema Fiammetta di Roma (1949). Dopo la guerra collabora a Milano con Giò Ponti. Dai primi anni Cinquanta si dedica esclusivamente alla pittura, maturando una personale interpretazione dell’Informale. Molte sono in questi anni le partecipazioni a rassegne come la Quadriennale di Roma (nel 1951, 1955 e 1973) e le mostre personali come quella al Museo Civico di Bassano (1970). Tra gli anni Sessanta e Settanta la sua ricerca si fa più lirica e rarefatta, prevalgono linee e intrecci in sequenza geometrica. Continua l’attività espositiva che si concretizza in mostre antologiche organizzate presso importanti sedi museali in Italia e all’estero.