La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Renato
cognome
  • Guttuso
 
luogo di nascita
  • BAGHERIA
data di nascita
  • 1911/11/26
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1987/01/18
biografia
  • A Bagheria, giovanissimo, Guttuso entra in contatto con il mondo della pittura. Nel 1931 partecipa alla Quadriennale di Roma, lasciando definitivamente la Sicilia per raggiungere prima Milano e poi per stabilirsi a Roma, dove stringe profonde amicizie con artisti e intellettuali italiani. Già negli anni Trenta si delineano le sue scelte in favore di una pittura impegnata e in aperta polemica con il primitivismo sognante del “Novecento”, allora dominante. Sono gli anni delle straordinarie nature morte, della "Fucilazione in campagna", della "Fuga dall’Etna", per il quale riceverà nel 1938 il Premio Bergamo. Nello stesso anno conosce Mimise Dotti che sarà sua compagna per tutta la vita. All’inizio degli anni Quaranta realizza la "Crocifissione", il suo quadro più famoso. È un’opera chiave del suo percorso creativo per l’uso del colore, per l’attenzione alla storia della pittura, per la passione civile, elementi che caratterizzeranno tutta la sua inconfondibile cifra stilistica. Artista impegnato nell’opera di rinnovamento dell’arte e della società italiana, partecipa alla Resistenza, cui dedica la serie di disegni "Gott Mitt Uns". È tra gli animatori del gruppo Corrente e nel dopoguerra tra i fondatori del Fronte nuovo delle arti. Il suo attivismo nel movimento rivoluzionario europeo lo porterà a ricevere il Premio Lenin per la pace e, negli anni Settanta, ad essere eletto senatore della Repubblica. A partire dagli anni Sessanta fa uso di tecniche diverse: ceramica, collage, scultura, spray, per approdare, negli anni Ottanta, a una nuova stagione pittorica, più malinconica e meditativa al limite della metafisica. Nel 1985 realizza il grande soffitto del Teatro lirico di Messina, ispirato alla leggenda del “Colapesce”. Muore a Roma nel 1987 e viene sepolto nel giardino del Museo Guttuso di Bagheria, all’interno di un’arca funebre dedicatagli dal suo amico Giacomo Manzù.
documenti collegati
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