La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Francesco
cognome
  • Di Cocco
 
luogo di nascita
  • ROMA
data di nascita
  • 1900/07/01
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1989/05/24
biografia
  • Dopo l’impegno militare nel 1918 in Albania, inizia a dipingere ispirato dal dinamismo futurista di Balla. Dagli anni Venti la sua ricerca segue la tendenza novecentista, esordisce alla III Biennale Romana del 1925 e l’anno seguente espone a Milano alla I Mostra del Novecento italiano. Nel 1927 stabilisce il suo studio a Villa Strohl-fern e l’anno dopo è a Parigi dove espone in una mostra con Cavalli e Pirandello. Rientrato a Roma nel 1929, partecipa a diverse edizioni della Sindacale laziale, dove nel 1932 ha una sala personale. Sempre nel 1932 espone alla Biennale di Venezia. Suo maggiore sostenitore allora è Oppo che lo invita a partecipare alla I e alla II Quadriennale di Roma. Si interessa alle arti applicate e collabora per lungo tempo con l’ENAPI esponendo alle mostre di arti decorative e industriali di Monza nel 1930, alla Triennale di Milano nel 1933 e del ’36. Nello stesso tempo, dal 1932, si interessa di cinema e lavora per la Cines, dirigendo, tra l’altro il cortometraggio neorealista "Il ventre della città". Nel 1938 si imbarca per New York dove tiene una personale alla The Comet Art Gallery. Dal 1939 vive a Città del Messico, San Francisco stabilendosi poi in California, dove rimane fino al 1953. In questi anni tiene alcune importanti mostre personali in musei americani. Dal 1953 al ’54 è in Italia dove entra in contatto con Cagli e Capogrossi. Tornato a New York espone nelle gallerie d’avanguardia Tanager e Bertha Schaefer. È nuovamente a Roma nel 1969 e nel 1973 tiene una personale alla Galleria Peccolo di Livorno. Nel 1984 Enrico Crispolti cura un’ampia antologica a Macerata riportando l’attenzione sul lungo percorso del suo lavoro tra Futurismo, Scuola Romana, Surrealismo e Informale. A due anni dalla morte la Galleria Arco Farnese gli dedica un’antologica.
documenti collegati