La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Pietro
cognome
  • De Laurentiis
 
luogo di nascita
  • ROCCASCALEGNA
data di nascita
  • 1920/03/13
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1991/10/17
biografia
  • Nato in Abruzzo, nei pressi della Maiella, Pietro De Laurentiis interrompe precocemente gli studi ma coltiva da autodidatta la scultura e nel 1939 partecipa alla VI Mostra interprovinciale d’arte dell’Abruzzo e Molise. Cipriano Efisio Oppo, in visita all’esposizione, lo segnala agli organizzatori locali che lo aiutano a guadagnare una borsa di studio con la quale, l’anno successivo, è All’Accademia di Belle Arti di Roma. Nella capitale stringe amicizia con Luigi Moretti, avviando una collaborazione professionale che durerà per i successivi trent’anni. Sempre a Roma, nel 1947, inizia l’insegnamento di plastica ornamentale presso la facoltà di Architettura dove terrà la cattedra fino al 1985. Nei quindici anni tra il 1945 e il 1960, Pietro De Laurentiis elabora una scultura tendente alla bidimensionalità, per arrivare, successivamente, a una resa plastica sempre più astratta. A partire dal dopoguerra, partecipa a diverse esposizioni di carattere nazionale: è presente alle Quadriennali di Roma del 1948, 1951, 1955, 1965 e alla Triennale di Milano del 1960. Contestualmente è impegnato nella realizzazione di opere pubbliche, dalle sculture per la Cattedrale di Civitavecchia (1948) alle grandi sculture per la sede dell’Acea di Roma (1960), ai pannelli lignei per il battistero della Cattedrale di Chicago (1968). A partire dal 1959 colloca il suo studio in un annesso di Villa Blanc, architettura di Giacomo Boni, abbandonato e in disfacimento. È l’occasione per un impegno a difesa della stessa Villa Blanc e di altri beni architettonici e paesistici di Roma. Nel 1989, due anni prima della sua scomparsa, la facoltà di Architettura gli dedica una mostra antologica che ripercorre la sua opera di artista e di studioso.