La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Claudio
cognome
  • Cintoli
 
luogo di nascita
  • IMOLA
data di nascita
  • 1935/12/15
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1978/03/28
biografia
  • La prima formazione artistica di Claudio Cintoli avviene nelle Marche, a Recanati, presso lo studio del nonno paterno Biagio Biagetti, pittore d’arte sacra ed eminente restauratore. Studia a Roma all’Accademia di Belle Arti ed è allievo di Cipriano Efisio Oppo. Nel 1956 è a Parigi con una borsa di studio. Nel 1958 tiene la sua prima personale a Roma alla Galleria La Medusa. Tra il 1959 e il 1961 vive in Germania e a Londra, sempre con borse di studio e nel 1962 è a Madrid. L’attività espositiva si intensifica e partecipa a molte mostre in Italia e all’estero. Realizza nel 1964 per il Piper di Roma il grande murale "Giardino per Ursula". È presente alla IX e alla X Quadriennale di Roma. Dal 1965 al ’68 vive a New York; ha uno studio a Manhattan, dove tra l’altro scrive saggi e articoli per riviste e giornali d’arte. Nel 1969 esegue il murale "Una manciata di stelle" nella curia generalizia della Compagnia del Gesù in Vaticano. Dal 1969 collabora con la Galleria L’Attico dove realizza azioni e performance come "Chiodo fisso", "Colare colore" e "Annodare". Nel 1972 lavora come scenografo al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Sempre nel 1972 realizza "Crisalide" per Mappa 72 e nel 1975 "Aceldama. Campo di sangue", una intensa sequenza fotografica sul tema della morte e della rinascita. Nel 1978, dopo la scomparsa dell’artista, alcuni suoi lavori sono esposti alla Biennale di Venezia.