La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Giulio
cognome
  • Turcato
 
luogo di nascita
  • MANTOVA
data di nascita
  • 1912/03/16
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1995/01/22
biografia
  • Si trasferisce con la famiglia a Venezia nel 1920. Dopo aver vissuto in diverse città italiane, nel 1943 si stabilisce a Roma dove espone alla Galleria Lo Zodiaco e prende parte alla IV Quadriennale. È dapprima partigiano e poi membro del partito comunista italiano dal 1945 al 1956. Nel corso della sua attività di artista, Giulio Turcato ha creato opere adottando sempre nuove soluzioni, ha sperimentato materiali insoliti quali sabbie, gommepiuma, vernici fluorescenti e supporti cangianti. Notevole il suo contributo ai movimenti d’arte astratta del dopoguerra. Nel 1945 è tra i fondatori dell’Art Club e nel 1947 del gruppo Forma 1: partecipa, sempre nel 1947, al Fronte nuovo delle arti e nel 1950 fa parte del gruppo degli Otto. Nel 1948 espone alla mostra "Arte astratta in Italia". L’anno successivo è nella delegazione italiana per il congresso della pace a Varsavia; dopo questo viaggio nascono le sue "Rovine di Varsavia" punto fondamentale, insieme ai "Comizi", di poco successivi, della sua poetica. Nel 1958 ha la sua prima sala personale alla Biennale di Venezia, presentato da Palma Bucarelli. Nel 1959 espone alla seconda edizione di Documenta. È premiato alla Quadriennale del 1965 e l’anno dopo espone le prime gommepiuma alla Biennale di Venezia. Negli anni Settanta e Ottanta si intensifica l’attività espositiva, vengono organizzate alcune importanti mostre antologiche: a Spoleto nel 1973, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1974, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 1986, e recentemente, nel 2008, al Museo d’Arte Moderna di Pescara.
documenti collegati