La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Guglielmo
cognome
  • Sansoni
pseudonimo
  • Tato
 
luogo di nascita
  • BOLOGNA
data di nascita
  • 1896/12/29
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1974/01/18
biografia
  • Volontario della guerra 1915-’18, durante la quale stabilisce una stretta amicizia con Boccioni, Russolo e Sironi, al termine del servizio militare fa ritorno a Bologna dove organizza il primo gruppo futurista emiliano. Nel 1922, alla presenza di Marinetti, inaugura la I mostra d’arte futurista al teatro Modernissimo. Nel 1924 si trasferisce a Roma stabilendo contatti con l’ambiente futurista, presentandosi con una mostra personale alla Casa d’arte Bragaglia. Nel 1926 partecipa per la prima volta, con il gruppo futurista, alla XV Biennale di Venezia dove tornerà ad esporre in diverse edizioni fino al 1950. Il 16 aprile 1930 scrive il “Manifesto della fotografia futurista”, sottoscritto da Marinetti, e nel 1931 partecipa a Roma alla I Quadriennale d’arte nazionale, esponendo con il gruppo degli aeropittori alle successive tre edizioni (1935, 1939, 1943). Sempre nel 1931 organizza a Roma, alla Camerata degli artisti in piazza di Spagna, la prima mostra di aeropittura e firma con Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Marinetti e Somenzi il “Manifesto dell’aeropittura”. Artista estremamente versatile, si dedica alla caricatura, alla fotografia, all’artigianato, alla grafica, alla pittura da cavalletto come all’affresco, decorando gli aeroporti di Siracusa, Tripoli, Guidonia, i palazzi governativi di Palermo, Trento, Gorizia e altri edifici pubblici e privati. Nel secondo dopoguerra la pittura di Tato mantiene il suo carattere polemico e burlesco conservando sempre un saldo impianto figurativo e descrittivo.