La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Gino
cognome
  • Severini
 
luogo di nascita
  • CORTONA
data di nascita
  • 1883/04/07
luogo di morte
  • PARIGI
data di morte
  • 1966/02/26
biografia
  • Studia a Cortona quando, a quindici anni, per una ragazzata è espulso da tutte le scuole del Regno. Si trasferisce nel 1899 con la madre a Roma dove lavora come contabile. Frequenta la scuola serale di disegno agli “Incurabili” a cui segue poi un periodo di formazione da autodidatta. Conosce Boccioni e decide di dedicarsi unicamente alla pittura. Apprende i rudimenti della tecnica divisionista nello studio di Giacomo Balla, da poco tornato da Parigi. Nel 1906 compie il primo viaggio nella capitale francese, qui incontra Modigliani e Max Jacob. Nel 1910 è tra i firmatari, insieme a Balla, Boccioni, Carrà e Russolo del Manifesto della pittura futurista. L’anno successivo il gruppo dei futuristi è a Parigi ed è lo stesso Severini a introdurre i compagni nello studio di Picasso. È presentato da Marinetti alla Closerie des Lilas dove conosce Gleizes, Metzinger, Léger, Gris, Brancusi e il poeta Paul Fort di cui, nel 1913, sposa la figlia Jeanne, testimoni di nozze sono Apollinaire e Marinetti. Nel 1913 tiene la sua prima personale alla Marlborough Gallery di Londra e nel 1917 espone alla Stieglitz di New York. Si appassiona allo studio della matematica e della geometria descrittiva, che approfondisce con Raoul Bricard. Si lega nel 1919 alla Galleria L’Effort Moderne di Léonce Rosemberg. Nel 1921 riceve le prime di una lunga serie di commissioni per lavori ad affresco e mosaico per edifici pubblici e privati e nello stesso anno pubblica a Parigi "Du cubisme au classicisme". Nel 1935 ottiene il I premio per la pittura alla Quadriennale di Roma. Torna in Italia dove rimane fino al 1946 e pubblica alcuni saggi sull’arte e una parte della sua autobiografia. Nel 1950 riceve il premio di pittura alla Biennale di Venezia e nel 1960 il premio nazionale delle arti cui fa seguito una grande antologica a Roma allestita a Palazzo Venezia. L’Accademia di San Luca gli conferisce il premio per la pittura nel 1964.
documenti collegati