La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all’Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell’Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Antonio (Toti)
cognome
  • Scialoja
 
luogo di nascita
  • ROMA
data di nascita
  • 1914/12/16
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1998/03/01
biografia
  • Toti Scialoja compie studi giuridici seguendo la tradizione di famiglia; dal ’37 si dedica totalmente alla pittura. Pubblica racconti, scritti critici e disegni su “Il Selvaggio”, “Mercurio” e “L’immagine”. Nel ’43 inizia un lungo e proficuo lavoro per il teatro, realizzando scene e costumi per molti spettacoli. Sempre nel ’43 partecipa alla Quadriennale di Roma, dove sarà presente a successive otto edizioni. Nel ’50 e nel ’52 è alla Biennale di Venezia e, negli stessi anni, partecipa a rassegne d’arte italiana all’estero (New York, San Paolo del Brasile, Pittsburgh). In questi anni la sua pittura diviene progressivamente astratta e gestuale, con l’utilizzo dello “straccio” al posto del pennello. Frequenta soprattutto Afro e Burri, ma sceglie ancora una volta di non aderire a gruppi di tendenza. Nel ’56 è a New York per alcuni mesi, entrando in rapporto con molti maestri dell’action painting. Nel ’57 nascono le “impronte”, tracce di colore stampato da una superficie all’altra, dalla carta alla tela. Nel ’60 è nuovamente a New York, poi lungamente a Parigi, dove resta fino al ’64. Influenzato dall’esperienza newyorkese in questo periodo realizza opere di grande formato. L’attività espositiva si intensifica e culmina con la sala personale alla Biennale di Venezia nel 1964. Gli anni Settanta, contemporaneamente al primo riconoscimento internazionale, segnano per Scialoja un periodo di crisi e di scarsa operosità artistica che riprenderà in maniera intensa e creativa solo a partire dal 1983, accompagnata da una attività espositiva frequente, e da prestigiosi riconoscimenti. Scialoja, parallelamente alla sua attività artistica, è stato docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha formato alcuni tra i maggiori artisti italiani contemporanei.
documenti collegati