Da dicembre online l’inventario dell’archivio di Giovanni Carandente

Dal prossimo mese sarà consultabile online l’inventario dell’archivio di Giovanni Carandente, intellettuale di primo piano nel panorama artistico nazionale e internazionale dal dopoguerra agli inizi del XXI secolo. Funzionario apicale dell’amministrazione delle Belle Arti, docente, ricercatore puro, Giovanni Carandente (1920-2008) è stato un raffinato storico e critico d’arte di profilo internazionale, con elevate capacità organizzative.

Il fondo documentario è costituito dalle carte professionali e personali dello studioso: 53 faldoni e 3 scatole contenenti nel loro insieme corrispondenza, scritti, ritagli stampa, materiale fotografico, appunti, agende, dossier su mostre e pubblicazioni, edizioni e materiale minore a stampa.

Il Fondo consente di ricostruire i diversi ambiti in cui lo studioso ha operato.  E’ del tutto tracciabile il lavoro svolto all’interno dell’Amministrazione delle Belle Arti dal primo incarico presso la Soprintendenza ai monumenti e alle gallerie della Calabria (1946) fino alla nomina a Soprintendente alle gallerie e alle opere d’arte medioevali e moderne del Lazio (1974) poi del Veneto (1975). Emerge parallelamente anche la straordinaria attività condotta come curatore indipendente nel realizzare mostre e pubblicazioni sull’arte antica, moderna e contemporanea, dalle esposizioni curate per il Festival dei due mondi di Spoleto, agli approfondimenti scientifici su temi e figure, da Serpotta a Michelangelo, alla direzione del settore arti visive della Biennale di Venezia (1988-1992), alle esposizioni e alle edizioni curate per grandi personaggi quali Marino Marini, Henry Moore, Alexander Calder, Edoardo Chillida, artisti con cui Carandente ha stabilito duraturi rapporti professionali e di amicizia.

I documenti testimoniano anche la sua attività di docente universitario presso l’Istituto Universitario Statale di Architettura di Reggio Calabria (1968-1975).

Consistente è il nucleo di materiale fotografico che documenta la fitta rete di contatti personali e professionali, i progetti di ricerca condotti in ambito storico artistico e l’interesse coltivato per discipline affini, specie per le arti coreutiche. Alle immagini di inaugurazioni, di mostre ed eventi, si aggiungono quelle dei viaggi di lavoro e delle visite ufficiali di personalità straniere in Italia, guidate dallo stesso Carandente, in qualità di accompagnatore ufficiale di Capi di Stato stranieri per conto del Cerimoniale diplomatico della Repubblica. Numerose sono le riproduzioni di opere d’arte di diverse epoche e di diversi artisti. A ciò si sommano oltre 200 stampe fotografiche riguardanti il balletto e il melodramma della prima metà del Novecento, tema che Carandente analizza e studia nel corso degli anni Cinquanta, approfondendo in particolare le relazioni e le reciproche influenze tra le arti plastiche e la danza a partire dalla straordinaria stagione dei balletti russi di Sergej Djagilef.

Non mancano le carte di natura prevalentemente privata: dalla famiglia d’origine, alla formazione scolastica, al servizio militare prestato nel corpo della Marina, ai primi incarichi lavorativi in Calabria, Sicilia e Abruzzo, fino ai numerosi viaggi che conciliavano spesso finalità di svago, di studio e attività professionale.

L’Archivio Giovanni Carandente è stato dichiarato di interesse storico particolarmente importante dal Ministero dei beni e delle attività culturali il 14 giugno 2010. Nello stesso anno è stato donato alla Quadriennale di Roma dagli eredi. Altra parte dell’archivio di Giovanni Carandente, insieme alla biblioteca e alla sua collezione di opere d’arte, sono conservate a Spoleto nel Museo a lui dedicato presso Palazzo Collicola.

L ’inventariazione del Fondo Giovanni Carandente è stata curata da Valeria Di Lucia per conto della società Win&Co., con un finanziamento concesso dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio.

 
 

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